Poi arriva un’incredibile settimana di maggio che hai atteso ma non ti aspettavi così. Non smette di piovere mai e abbiamo le calze umide. Gli editori in arrivo da roma si raccomandano di portare i maglioncini pesanti, le ragazze degli uffici stampa coraggiose e bionde mostrano lo stesso le gambe nude. Inizio in sordina, col muso lungo e metto a disagio chi è con me. Poi invece qualcosa si sblocca e cambia, si aprono sorrisi e disponibilità inattese. Cambia nel nome di Celati, di Bologna, di Pazienza. E cambia a Torino che ancora una volta è per me in maggio.
Sediamo a tavola, le braccia doloranti e gli occhi che sanno. In bocca il sapore delle cose appena iniziate, la speranza che dureranno.