Lei ha iniziato l’università con me. Al solito strade diverse. Io cambio corso di studi subito, lei lo continua. Si laurea in corso alla triennale, frequenta un master che anni dopo (tre anni) farò anch’io.
Lui è un editor, che ha scritto, scrive, seleziona, ci capisce. Di mestiere, a mio parere, fa  il cancello. Nel senso che decide spesso chi ha i meriti, la stoffa, i contenuti per pubblicare. Lui ha un progetto interessante e ne da conto sul suo blog, arrivano molti testi per questo progetto, il supplemento DEL quotidiano italiano se ne interessa. Nessuno stupore, il progetto è molto valido ed è bello e sacrosanto che se ne accorgano.
Lui scrive allora a lei un messaggio pubblico in FB in cui chiede se la casa editrice per cui lei nel frattempo lavora, una casa editrice giovane e di ricerca, è interessata al progetto. Lei risponde, in chiaro, dato che li leggo entrambi, sono miei amici tutti e due una cosa del tipo “finisci il progetto e poi ci facciamo un pensierino”. Ecco : il fatto che lei che ha la mia età, con cui condivido una buona parte del percorso formativo ora sia nella condizione di essere intermediario per chi decide di pubblicare o meno il libro di quel progetto, a me genera smarrimento. Non perchè dubiti del valore di lei, tutt’altro ma perchè ho l’impressione, ancora una volta, di essere rimasta ferma.

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