Devo riconscerlo: non ci so più fare con le chiacchiere del post concerto. Rimango impalata mentre  artisti, amici di artisti e gente capitata lì per caso ciarlano speditamente dei fatti loro. Ripenso con una certa nostalgia  a quella sedicenne che -la faccia come il culo- si aggirava senza paura nel backstage di show più imponenti e discutibili del piccolo gazebo che ha ospitato Casador.

Nel parco del Carroponte tira un vento che se ne frega del calendario secondo cui ci troviamo in pieno agosto. Per quella strana dinamica dei flussi di persone per cui quando c’è tanta gente tutti si accalcano sottopalco, mentre quando non c’è nessuno ci si prendono i propri spazi, tra musicisti e spettatori ci sono cinque metri di vuoto.

Dopo qualche pezzo in inglese Raina decide che ha voglia di suonare i nuovi pezzi del disco di Paolo Perego. Lo sparuto pubblico del martedì sera ringrazia. Sentite di seguito l’una all’altra, le canzoni del disco nuovo di Paolo Perego si assomigliano parecchio, ma credo sia perché sono ben lontane dalla forma definitiva. I testi paiono meno abbozzati della musica, l’attenzione è sempre rivolta all’analisi del mondo contemporaneo, anche se è evidente un’aspirazione ad essere più lievi e pop. Sforzo che capisco, ma al primo ascolto, in questa forma quasi da sala prove (evviva davvero le situazioni informali!) non mi convince del tutto, in particolare quando il bisogno di Raccontare La Società Contemporanea si fa troppo esplicito (un riferimento a Gheddafi, qualcosa sui social network). Parte un campione tamarrissimo e scoppiamo a ridere. Il divertimento: la metà degli Amor Fou presente sta sera mi pare abbia una gran voglia di divertirsi, di lasciare respirare un poco di più la parte meno seriosa che spesso è quella più evidente.  L’ultimo pezzo del nuovo disco che suonano sta sera parla di un lui che sull’aereo amsterdam-linate rimane folgorato dalla vista di una lei che poi ritrova ad una festa e poi a cena. Ma non finisce in ballatona romantica, proprio per niente.

La serata si chiude con una cover di Battiato.

Summer on a Solitary Beach deve piacere molto sia a me che a Raina che a Vasco Brondi.

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