Fiumani è uno aspro, mi sembra.
Momento numero uno:
Due incauti o sbronzi o rompicoglioni dal fondo della platea iniziano a provocare: rompi la chitarra,rompi la chitarra! Lui si interrompe. Il suo accento toscano affilatissimo cozza con la cadenza bresciana degli assalitori. Li sfida, venite qua a dirlo. Venite qua o la finite di rompere i coglioni. A voce molto più bassa i due commentano: pota, questo vuole fare a botte. ‘nom ‘nom. Il concerto continua
Momento numero due:
Fine dei bis. Nel cortile del locale c’è più gente che aspetta di ballare che pubblico per il concerto. Scalpitano sui tacchi. Appena termina un pezzo il dj fa partire un disco. Fiumani è ancora sul palco. Guarda gli altri della band, fulminei ricominciano. Il sound sistem tace, noi sogghignamo, quelli che attendono il loro sabato sera sospirano accendono una sigaretta e rigirano la cannuccia nel mohjito.
Non hanno capito che Fiumani suonava anche per loro.

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