Terzo capitolo nella mia personale esperienza delle sonorizzazioni. Dopo la prova dei Giardini di Mirò su Il fuoco di Giovanni Pastrone (1915) e quella dei Massimo Volume su La caduta della casa Usher (benedetti Alberto Campo e Stefano Boni che glielo proposero permettendo così la rinascita del gruppo, altro che caduta)  questa sera al Cinema Massimo di Torino gli Offlaga Disco Pax si sono cimentati nella sonorizzazione de I Mille, film muto del 1912. Se Giardini e Massimo Volume avevano, ciascuno a proprio modo, privilegiato una componente onirico-evocativa, gli Offlaga hanno optato per un approccio narrativo. Il film, un drammone ambientato al tempo della spedizione dei Mille in Sicilia che mescola l’amore tormentato di un giovane di buona famiglia per una contadina e l’insurrezione siciliana all’arrivo di Garibaldi, è figlio del suo tempo: retorica, gesti enfatici occhi che strabuzzano e didascalie. L’intervento degli Offlaga, oltre alla sonorizzazione in senso stretto, ha visto Max Collini impegnato nella lettura di alcune delle didascalie. Conosciamo il Nostro e sappiamo benissimo la cadenza reggiana è marchio di fabbrica del gruppo. Cosa succede se tale inflessione viene applicata ad una lingua altra rispetto al nostro parlare quotidiano e a concetti (Dio e Patria!) che sono per noi, centocinquantesimo o meno, un taninello stantii?

Un effetto di straniamento, che si fa via via meno intenso nel corso del film, man mano che il gruppo prende confidenza con quanto sta facendo.  Un’ altra questione  emersa di risulta riguarda le pause: mai come questa sera mi sono resa conto che la riuscita della formula Odp dipende dalle pause, dai buchi, dai salti di ritmo. In una condizione in cui il gruppo non aveva la possibilità di decidere la velocità della lettura ho avuto l’impressione che mancasse loro il tempo di prendere aria e che quell’aria sia parte integrante degli Offlaga.

Detto questo rimane l’enorme apprezzamento per un progetto sempre interessante e assolutamente godibile. Stare seduti in una sala (gratis per di più) gustandosi un film d’epoca perfettamente restaurato e musicato da uno dei tuoi gruppi preferiti può essere considerato in un modo soltanto:una chicca.

Nb: in questi giorni ci sono ragazzi che girano chiedendo un contributo per il Traffic. Funziona così: la fondazione CRT che finanzia il Festival ha promesso che raddoppierà la cifra totale dei contributi raccolti. Quindi tu dai due loro mettono quattro e in più ti regalano anche un biglietto per un museo. Taccagni che non siamo altro, cacciamo il soldino!

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