Io ultimamente ho qualche problema con le grandi occasioni culturali. Sono reduce dal Salone del Llibro e, come notava acutamente un amico, alla fine al salone i libri sono gli stessi che trovi in libreria solo che il tutto è più caotico e rutilante. Oggi sono andata a Collisioni a Novello. Novello è un paesino delle Langhe, uno di quelli che ti ritrovi nei libri di Pavese e di Fenoglio: Mango, Marene  e giù di lì. Il Festival prevede una formula nota: grandi big che parlano. Ora a me spiace tanto perché ho sempre l’impressione di perdermi qualcosa ma io i grandi che parlano non li riesco ad ascoltare più. Sotto una tenda Michael Cimino dialogava con Andrea Barbera. Tema: aneddoti divertenti della vita del regista. Spalla comica: il traduttore di Cimino. Ricordo qualcosa di quello che si sono detti? No. Doveri ricordare qualcosa di quello che si sono detti? Non so, non credo. Eppure la platea era colma, attenta e plaudente. Quanti come me stavano pensando ad altro? E allora che ci facevano lì? Che ci facevamo lì a fare le vasche su e giù per il paese tirato a lucido il minimo indispensabile per accogliere i foresti? Le mostre e le installazioni sparse lungo le vie, fatta eccezione per una le sindoni di un artista di cui adesso fatico a ricostruire il nome, erano poco più che amatoriali. Carini i clown. Divertente il gruppo ska se avessi voluto ballare ska alle due e mezza del pomeriggio.Ho sentito un pezzetto della conferenza di Maria Luisa Busi, quando raccontava della volta che Berlusconi l’ha invitata per offrirle un lavoro e si è complimentata con lei «proprio un bel bocconcino» e si mi è dispiaciuto per la giovane Maria Luisa ma non sono riuscita ad indignarmi e ad empatizzare. Sul serio che ci facciamo coi birkenstock, i pantaloni colorati, i figli piccoli, il tabacco e le sigarette rollate a mano lungo le stradine di Novello? sul serio si tratta di momenti di “cultura” o piuttosto siamo di fronte a brillanti modalità di promozione turistica del territorio? Non ci sarebbe nulla di male in tutto ciò, soltanto io credo di dovermene in futuro tenere alla larga.

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