Il mercato di piazza Madama Cristina sta sotto una tettoia grande, assomiglia a quella che c’era in via San Faustino a Brescia e che poi hanno rimosso perché il mercato lì sotto era diventato troppo frequentato e a qualcuno non andava bene. A Torino invece la tettoia resiste e il mercato prospera. Da un lato ci sono le bancarelle di frutta e verdura, dall’altro tutto il resto, chincaglieria, articoli per il bagno, tendaggi lucidi, abiti da sposa e da cerimonia usati e rivenduti troppe volte per mantenere traccia dell’occasione per cui sono stati comprati la prima volta. Il lato di frutta, verdura, pesce, carne e pane e formaggi è quello che dovrei conoscere meglio. E invece non ce la faccio. I fruttivendoli mi intimidiscono, il macellaio incute soggezione, il pescivendolo è una creatura mitica da cui è meglio stare alla larga. Quasi scusandomi chiedo mezzo chilo di pomodori e mezzo chilo di ciliegie, una manciata di fagiolini e: a posto così, signorina? con l’accento sbracatissimo e torinese misto a qualcos’altro. Si, a posto così. Lasciatemi andare fruttivendoli feroci e abilissimi ad inserire mezzo chilo di patate tra un pomodoro e l’altro per fare lievitare il peso del sacchetto.

Annunci